Decima semifinale consecutiva agli Australian Open per Roger Federer.
Match con alti e bassi per lo svizzero. Merito anche a Tsonga, che ha
dato tutto nel terzo e quarto set. Federer vince 76 46 76 36 63. Ora
Murray: sarà la semifinale numero 33 in uno Slam.
Woody Allen confessò un giorno che ormai non vedeva quasi più la
televisione. Quel “quasi” indicava un'eccezione. E l'eccezione, manco a
dirlo, riguardava Roger Federer: “Guardo la tv solo per vedere se
Federer ce l'ha fatta un'altra volta.” E quel demonio di uno svizzero ce
l'ha fatta una volta di più. E lo ha fatto soffrendo, rischiando
decisamente di perdere, giocando forse la sua peggiore partita del
torneo, ad un certo punto teso come se si trattasse di una prima volta,
lui che ha raggiunto per la decima volta consecutiva la semifinale in
questo torneo. Il suo avversario di oggi è stato bravissimo ma forse la
sconfitta di oggi mette una pietra tombale sulle sue speranze di poter
diventare un vincitore di Slam, anche se il buon Jo Wilfred Tsonga se lo
meriterebbe davvero, e non solo per la simpatia, ma per la potenza, a
volte bruta ma a volte delicata, che riesce a spendere nei campi da
tennis. Ma purtroppo per lui stasera, come l'altro ieri, come domenica
scorsa, come raramente non è successo da dieci anni a questa parte, non
c'è stato nulla da fare, il re ha imposto la sua spietatissima legge
arrivando a chiudere il quinto set disinnescando del tutto la potenza
delle prime palle del francese. Adesso lo aspetta Murray, per la
semifinale nobile di questi Australian open Per Jo era forse troppo
chiedere di rivincere al quinto con uno che ha sì battuto una volta nel
sacro tempio di Wimbledon ma di cui subisce forse il fascino e che
ammira troppo, al punto di copiare il buon Roddick e provare a tirargli
la racchetta dopo una palla corta di poetica bellezza.
Federer inizia fortissimo, e arriva immediatamente a due palle break e,
sorpresa, per una volta non ne servono altre alla seconda occasione
arriva il break. Jo deve aspettare il terzo game per rompere il
ghiaccio. Ma già nel quarto fa capire che non sarà una serata facile per
Roger e arriva ad ottenere due palle break entrambe annullate dallo
svizzero. Ma al successivo game di battuta lo svizzero crolla sotto i
colpi del francese e per la prima volta nel torneo è costretto a cedere
il servizio. La partita si ricompone, segue fedelmente la regola dei
servizi fino all'inevitabile tiebreak con un unico sussulto sul 4 pari
quando Federer andava a palla break con un marchio di casa: il
controsmash sullo smash dell'avversario! Colpo di livello di difficoltà 1
miliardo e di alto tasso di spettacolarità
Naturalmente una sola palla break era troppo poco e Federer la sprecava tirando un dritto in mezzo alla rete.
Il tiebreak iniziava con Tsonga che sbagliava un rovescio dopo essere
stato costretto dal falco a giocare la seconda. Federer gioca i
successivi punti sul suo servizio con attenzione e gira sul 4 a 2. Sul
settimo punto tocca allo svizzero affidarsi al falco e lui è più
fortunato. Tiebreak deciso insomma dal falco, che nel primo punto manda
fuori un servizio di Tsonga e sul settimo giudica dentro quello di
Roger.
Il secondo set si apre con Federer che tiene a zero la battuta e con i
due che giocano perfettamente i loro turni di battuta fino al 3 pari. Al
fatidico settimo game, un Federer poco fortunato con i nastri è
costretto a giocare una palla break. Scambio di grande intensità che
Roger chiude con un dritto in corridoio, break per Tsonga che si trova
poi a servire sul 4-5. Il fantasma di Almagro non abita da queste parti e
il francese nonostante metta due sole prime chiude a 15 senza problemi.
Nel terzo set il rendimento al servizio di Tsonga cala e la partita
diventa più appassionante perché Federer continua ad avere non pochi
problemi per tenere la sua battuta. Dopo un primo game a zero allo
svizzero riesce il break (clamorosamente alla prima opportunità...) e va
30-0. Qui si impalla concede 4 punti di fila e cede per la prima volta
un punto quando lo scambio supera i 10 tiri. Nel game successivo lo
svizzero ha ancora l'occasione di portarsi avanti ma dopo un game
lunghissimo è il francese che lo raggiunge sul 2 pari. Dopo i fuochi
d'artificio dei primi 4 games la partita si rasserena e i due tornano a
tenere il proprio servizio senza troppe difficoltà fino al 6 pari per il
secondo tiebreak della serata. Ma se quello del primo set si era deciso
su un misero minibreak quello del terzo è un festival di occasioni
mancate con Federer sempre avanti e con Tsonga che disperatamente porva a
stargli dietro. Già al terzo punto Federer fa il minibreak grazie ad un
errore di Tsonga su un robusto passante dello svizzero. Il minibreak è
recueprato grazie ad un vero e proprio obbrobrio dello svizzero che a
due passi dalla rete su una risposta qualsiasi di Tsonga riesce nella
difficilissima impresa di sotterrare la palla: 2-2 e tutto da rifare.
Sul 3-3 a Roger riesce una magia: gran botta di servizio del francese,
risposta di pura opposizione e sull'attacco di Tsonga splendido passante
di dritto. Roger si porta sul 5-3 ma è costretto ancora a cedere il
minibreak grazie ad un attacco direttamente dalla risposta, di Tsonga.
Ancora il falco salva Roger sul 5-4 : la palla di Tsonga viene chiamata
lunga e il francese deve ripetere il servizio. Sulla seconda lo svizzero
infila uno splendido rovescio lungolinea che lo porta a due set point.
Basta il primo perché Roger è ancora fortunato su un attacco violento di
Tsonga smorzato dal nastro: la divin manina dello svizzero fa il resto,
passantino molle sul quale Tsonga non può fare molto di più che mettere
nel corridoio: 2-1 Federer, festeggiato da un urlaccio liberatorio
rivolto verso il proprio angolo.
La Rod Laver Arena si infiamma, vuole chiaramente vedere il quinto set e
adesso comincia a sostenere un infuriato Tsonga con una certa
convinzione. Il francese decide che è finito il tempo di tergiversare e
si getta all'arma bianca: conquista a zero il primo game del quarto set e
sparacchia 4 dritti sul servizio di Federer. Quando sembra che la
tattica sia davvero suicida, cioè sullo 0-40 del quarto game al francese
comincia ad entrare di tutto ed è bravissimo a salvare prima le tre
palle break consecutive grazie anche a due servizi vincenti e poi una
quarta con un dritto violentissimo che rischia di spezzare il polso
dello svizzero. Quando il francese con un ace tiene il servizio lo
stadio esplode. Il francese ormai tira su ogni palla, Federer prova ad
arginarlo come può ma perde anceh la prima di servizio e si ritrova sul
15-40. Ma anche Federer si salva, prima con un gran dritto su cui il
francese non arriva e poi con tre prime. Ma adesso è battaglia su ogni
punto, Tsonga lascia andare il braccio e ogni scambio è di una violenza
inaudita. Allo svizzero non rimane che continuare a giocare di pura
opposizione ma al sesto game a Tsonga riesce il break. Federer va
facilmente 40-15 si addormenta e Tsonga alla prima occasione su un
dritto lungo dello svizzero si porta sul 4-2. Ma nel gioco successivo il
francese sbaglia scriteritamente due dritti non complicatissimi e si
trova dover fronteggiare altre due palle break. La prima naturalmente
l'annulla con un servizio che strappa la racchetta dalle mani di Roger
ma nella seconda non riesce a mettere la prima, Roger riesce ad entrare
bene nello scambio sulla seconda, gioca con molta diligenza e provoca
l'errore di Tsonga con un rovescio tagliato che il francese non riesce
a gestire.
Ma adesso il servizio non funziona più neanche a Federer e nel gioco
successivo sembra diventato un optional, con uno splendido passante di
dritto Tsonga si procura un'altra palla break. Se il francese è
superiore a Federer in un aspetto del gioco è quello delle percentuali
di trasformazione delle palle break: gran risposta sulla linea e attacco
perfetto concluso con una volée di rovescio. Le emozioni del quarto non
finiscono qui, quando Tsonga va a servire per portare il match al
quinto il francese va sotto 15-30 ma poi Federer viene passato da un
rovescio un po' trovato e lui di suo ci mette un rovescio in corridoio.
Al primo set point Tsonga piazza l'ace e adesso la Rod Laver è una vera e
propria bolgia.
Ma non si è Federer per caso. Primo game tenuto a zero e game di
risposta che serve per far capire al francese che aria tira. Roger si
porta sul 40 pari ma i due soliti ace del francese (tre nel game)
mettono le cose a posto. Ma adesso sulla battuta di Federer si gioca
poco, nonostante una percentuale che si mantiene sotto il 65% di prime e
lo svizzero concede il bis del primo game. Al quarto game la svolta.
Tsonga va sotto 15-40 e e stavolta basta: violentissimo servizio del
francese ma Roger risponde e sullo scambio Tsonga mette il rovescio in
rete:break, sarà quellod ecisivo. Tsonga adesso sembra un po' sulle
ginocchia, non riesce più a rispondere al servizio dello svizzero e sul
suo va sempre in difficoltà. Federer si procura ancora due palle break
grazie ad un meraviglioso drop shot, Tsonga sullo slancio finisce nella
metà campo di Federe e, scherzando?, lo manda a quel paese mimando il
gesto di tirargli la racchetta. Sulla prima naturalmente lo svizzero
combina un vero e proprio disastro buttando in corridoio il più semplice
degli schiaffi al volo e sulla seconda la solita botta di servizio
seguita da quella di dritto porta il francese in parità. Uno splendido
lungolinea di dritto e un errore, sempre di dritto, di Federer
consentono a Tsonga di accorciare le distanze. Ma sul servizio di Roger
continua a non giocarsi e con una gran gran volée di dritto e si
assicura la possibilità di servire per il match. Tsonga sembra già fuori
dal match e lo svizzero si trovava quasi senza accorgersene a due match
point. Sulla prima la solita botta di servizio del francese e sulla
seconda Tsonga rischia una palla profondssima che Roger non riesce a
mandare di là. Il colpo successivo fa praticamente crollare lo stadio.
Gran prima a 208 di Tsonga, Roger fa finta di niente e risponde
profondo, il francese viene a rete e Federere prova a scavalcarlo con un
pallonetto che riesce in qualche modo ad addomesticare con una
“veronica” che finisce sul rovescio di Federer che a campo aperto si
procura la terza palla per chiudere la partita. Adesso è spettacolo
vero, perché Tsonga in tuffo annulla anche questa opportunità allo
svizzero e si procura per due volte la possibilità di chiudere il game.
Ma Federer non molla, vuole forse evitare le insidie di un nuovo turno
di battuta e riesce ad andare per la quarta volta a match point. Ma non
sarebbe Federer se non sbagliasse nettamente un rovescio spedendolo nel
mezzo della rete.
Alla terza opportunità finalmente Tsonga tiene il servizio e costringe
Federer ad andare a servire per il match. Lo svizzero arriva a 30 pari
con qualche tremore ma si procura il quinto match point grazie ad uno
splendido rovescio lungo linea. Stavolta il dritto dello svizzero chiude
la partita.
Finisce così una partita non bellissima tecnicamente - anche se ha
riservato naturalmente dei colpi di alta scuola da parte di entrambi –
ma molto appassionante. Tsonga alla fine non mostrerà di essere troppo
deluso, dicendo di aver giocato meglio stasera che nella famosa partita
di Wimbledon. Chissà se domani penserà la stessa cosa.
"Sto bene, ho già fatto un massaggio" ha spiegato Federer in conferenza
stampa. "Anche se ho dovuto difendere molto e mi sono mosso di più oggi
mi sento bene. E' importante saper difendere, specie su campi lenti.
Non ho lavorato su quest'aspetto nello specifico ma è importante ed il
lavoro nell'off season chiaramente paga"
"Il torneo era delicato perchè non avendo giocato nelle settimane
scorse non sapevo come sarebbe stata" ha aggiunto. "Sono ad un punto in
cui non importa più tanto quanti eventi gioco. Se gioco bene qui mi da
fiducia per i prossimi tornei ovviamente ma non ho bisogno di giocare
tanto per trovare la forma come quando ero più giovane".
Ha parlato poi della prossima semifinale con Andy Murray: "Guardo solo
le ultime volte che ci siamo incotnrati. Credo che negli ultimi incontri
che abbiamo giocato ci siano delle differenze, soprattutto rispetto
alla finale di Wimbledon, che è molto diversa anche per il tipo di
superficie. Lui ha un po' cambiato modo di giocare, sono contento che
abbia vinto uno Slam. Mi è sempre piaciuto giocare con lui perchè è
molto tattico, ti pone delle domande e ti fa dubitare ed è una sfida che
mi piace. Abbiamo giocato spesso contro, è una rivalità che mi
stimola". Gli dicono che non ha mai perso da Murray negli Slam: "Non lo
sapevo, non è il tipo di dati che guardo. sapevo che mi ha battuto più
volte di quante io abbia sconfitto lui ma ora che mi dici questa
statistica mi fa piacere, sento buone vibrazioni per quando torno in
albergo (ride)".
"Cosa farò per recuperare? Sto andando a dormire alle 3 tutte le sere e
mi alzo a mezzogiorno. Non faccio colazione da due settimane. Va bene
così ma non è una vita normale, saro contento dopo il torneo di tornare
ad orari normali. Ma per questa settimana va bene anche se vado a
dormire più tardi. Magari oggi vado alle 3.44 e domani dormo fino
all'una (ride)".
"Ho giocato troppi slam per ricordarmi tuti i match" prosegue. "Mi
ricordo che ho affrontato tre giocatori da erba a Wimbledon ma non
ricordo se ho avuto un tabellone più difficile di questo. Son contento
di essere in semifinale indipendentemente da chi incontro. Non credo che
aver giocato un match difficile sia un vantaggio. Ovviamente ci sono
lati positivi, uscire da una situazione difficile ed essere messo alla
prova, ma non so onestamente non ho idea di come sarà in semi. Anzi,
vorrei essere nei panni di Andy, arrivato in semifinale senza perdere un
set".
"E' bello vedere che ci sono ragazzi che ci credono che possono battere
i primi" aggiunge, in riferimento ad Almagro e all'amico Wawrinka.
"Spero che ci siano più giocatori che credono fino in fondo che possono
battere i top players".
In conclusione, una risposta su Nadal: "Non ho pensato a Rafa. Ora
ricordo la semi dell'anno scorso ed è un peccato che non ci sia ma noi
andiamo avanti, lo sport va avanti ma il mio istinto mi dice che quando
tornerà sarà dura batterlo e sarà a un bene per il Tour".
(23/01/2013)
Nessun commento:
Posta un commento