Murray dimostra di essere un campione. Fa tutto bene: più ace, più punti
al servizio, più vincenti, prime più veloci. Ma Federer dimostra un
cuore, uno spirito competitivo raro. Murray vince 64 67 63 67 62. Murray
potrebbe diventare il primo giocatore dell'era Open a vincere il
secondo major nello Slam successivo al primo trionfo.
Il boato che la Rod Laver Arena ha riservato all'ingresso in campo di
Roger Federer era da far accapponare la pelle. A lui si chiedeva di
risollevare il morale di un pubblico un po' avvilito dalla terribile
semifinale di ieri sera, in cui uno straripante Djokovic aveva
annientato il povero Ferrer. Forse anche Murray ha pensato che questa
gente meritasse di vedere un'altra versione del ragazzo di Dunblane. Non
quella indecifrabile dei primi turni, facili ma vinti con
quell'indolenza che tanti guai ha apportato all'appeal dello scozzese;
ma il giocatore fantastico, con il rovescio che forse è il migliore del
mondo, Djokovic permettendo, con un dritto che è diventato solidissimo e
con un servizio spaventoso. E l'inizio folgorante, con un vincente di
dritto violentissimo dello scozzese, serviva a chiarire subito che oggi
le cose sarebbero andate diversamente rispetto agli slam. In tanti
pensavano che la chiave dell'incontro potessero essere la prima di Roger
e il servizio di Murray. Ebbene mentre lo svizzero ha iniziato mettendo
dentro soltanto 8 prime su 19, lo scozzese era inavvicinabile. Già nel
primo game Federer ha dovuto fronteggiare una palla break, annullata con
la seconda. Murray invece, tranne un problemino al terzo game in cui ha
concesso una palla break, situazione risolta con un ace, non ha mai
avuto problemi nel tenere il suo turno di battuta. Nel terzo game alla
quarta palla break del game un meraviglioso dritto incrociato, non sarà
l'ultimo, concede il vantaggio allo scozzese. La partita procede
abbastanza lentamente perché nel game successivo c'è l'accennata
complicazione del game in cui serve Murray; ci vorranno 24 minuti per
fare 4 giochi andatura di crociera poco usuale per una partita di
Federer. E' comunque l'ultimo sussulto del set perché le due palle break
annullate da Federer nel settimo game cambiano poco, e quando al decimo
game Murray serve per aggiudicarsi il primo parziale è impeccabile,
come sempre, al servizio. Ingiocabile sul servizio Murrau, troppo poco
incisivo Federer sulla propria battuta per fare partita pari il match
sembra segnato, Federer va per la prima volta nel torneo sotto di un set
mentre Murray continua a non far neanche avvicinare gli avversari.
Il secondo set è forse il più “pulito” del match. I due giocano con
grande attenzione e nessuno si avvicina alla palla break. Il tiebreak è
inevitabile. Questo giocatore nuovo che è Federer, sul tiebreak è
diventato inscalfibile. Neanche l'errore che lo porta subito 0-1 lo
turba, anzi a Murray volano via due dritti, fuori di qualche metro, che
gli permettono di volare sul 4-1. Sul 4-3 Murray si riprende il
minibreak ma il punto decisivo lo giocano sul 5 pari, quando Federer
riprende uno smash troppo leggero di Murray e con uno splendido rovescio
incrociato chiude il punto. Sul servizio successivo dello svizzero una
gran prima costringe ad un'affannosa difesa Murray che non riesce ad
essere efficace: 1 set pari. Il pubblico adesso è in delirio il “let's
go Roger lets's go” arriva fino a Flinders Street e l'arbitro deve
metterci del suo per riportare tutti alla calma. Murray comincia con un
altro cipiglio il terzo set, si porta subito a palla break ma Federer
stavolta è bravo a buttare fuori dal campo lo scozzese con un dritto
incrociato. Il servizio di Murray rimane inavvicinabile e anzi nel sesto
game lo scozzese va 0-40 grazie ad una risposta folgorante e a due
errori gratuiti di Federer. Lo svizzero non riesce ad uscire fuori dalla
buca e Murray - che continua ad essere implacabile col proprio servizio
- chiude il set con un ace.
A questo punto nessuno allo stadio scommetterebbe più tanto sullo
svizzero. Per quanto abbia provato a variare il gioco Murray era troppo
efficace praticamente in tutti i settori del gioco, dal servizio alla
risposta di dritto, dall'attacco alla risposta di rovescio. Insomma
dovrebbe succedere qualcosa di insolito per riaprire il match. E
inspiegabilmente qualcosa accade. Murray sbaglia tre rovesci di fila e
torna a concedere dopo più di due ore addirittura tre palle break. Lo
scozzese riesce ad annullare le prime due ancora con ace ed una prima
vincente ma a al terzo capitola e dopo una gran difesa di Federer non
riesce a tenere il dritto incrociato in campo. Ma il Murray di stasera
non si scoraggia neanche quando è sotto 41. Tiene il servizio e va sotto
30-15 e poi approfitta del fatto che allo svizzero comincia a mancare
una certa lucidità e un tentativo di contropiede finsice esattamente
dov'è posizionato Andy. Troppo semplice per lui chiudere raccogliendo a
rete l'ennesima disperata difesa di Federer.
Ma le 3 ore di gioco evidentemente si fanno sentire e Murray adesso non
è più così preciso al servizio, e Federer con un passante fortunato e
un dritto sulla riga esterna si porta ancora a palla break. Stavolta lo
svizzero la gioca male e sparacchia un dritto in corridoio. Un
rinfrancato Murray riesce a tenere il servizio in un game tesissimo in
cui ha avuto 3 volte la palla del game. Ormai si gioca punto su punto e
lo spettacolo cresce, soprattutto grazie a Murray che comincia a tirare
pallonetti con la schiena rivolta verso la rete e dritti fantastici, ma
los vizzero non molla, si aggrappa alla sua enorme classe e riesce a
tenere il servizio. Non ci riuscirà la volta successiva quando Murray
brekkerà addirittura a zero Federer. A questo punto sembra davvero
finita, Murray va a servire per il match, si porta prima 15-0 e poi a
due soli punti dal match. Qui porima subisce un grande attacco da
Federer, poi lo svizzero gli gioca un rovescio spaventoso in contropiede
e infine sulla più comoda delle palle in mezzo al campo riesce ad
angolare eccessivamente il dritto. Tiebreak! Davvero incredibile. Ed è
un Murray frastornato che perde i primi due punti del tiebreak, si porta
sul 2 pari e poi finisce in balìa dello svizzero che con 5 punti
consecutivi allung ala partita al quinto. Ma Murray adesso non è più
quel giocatore che si lamentava e abbandonava la partita. Un po' di
lamento gli è rimasto ma con la testa torna immediatamente nel match.
Strappa immediatamente il servizio a Federer, torna a non rischiare più
nulla sul proprio servizio e chiude molto meritatamente allo scoccare
della quarta ora sul servizio di Roger.
La cronaca forse non rende il dovuto onore ai due grandissimi
protagonisti della serata di stasera, di cui uno, 25 anni, era
visibilmente più forte dell'altro, 31 anni. La sottolineatura dell'età è
per ricordare che il tempo non passa invano e se ha dato a Roger un
acume tattico sconosciuto, grazie forse anche a Paul Annacone, e un
rovescio probabilmente migliore di quello dei tempi belli, gli ha
inesorabilmente tolto due armi che un tempo erano devastanti: il
servizio, col quale arrivano troppo pochi punti gratuiti, ma soprattutto
il dritto, che mille e mille volte gli ha tolto le castagne dal fuoco.
Senza quel dritto Roger è dove è giusto che sia, al terzo posto della
classifica del ranking. Questo non toglie nulla ad un meraviglioso
fuoriclasse che nel momento in cui si è reso conto di dover provare
qualcosa di diverso con umiltà si è messo a lavorare sempre di più,
diventando persino tignoso da regale che era. Dobbiamo essergli grati e
ci mancherà terribilmente quando non lo vedremo più nei campi da tennis.
Gli altri due, che giocheranno la finale dopodomani sono più forti, non
c'è molto da dire. Per fortuna di tutti noi sono due grandi giocatori,
Djokovic ha mostrato, al di là magari di atteggiamenti che possono
sembrare discutibili, di non essere un semplice bruto picchiatore e
Murray, beh Murray se continuerà ad essere come quello di oggi ci
regalerà molte altre partite indimenticabili. A cominciare da domenica.
"Sono sempre stato sotto nel punteggio" ha detto Federer in conferenza
stampa, "è stato più un inseguimento. Un paio di volte sono riuscito a
raggiungerlo. E' stata una partita dura, penso di aver avuto qualche
chance, ma è inevitabile uscire da un match in cinque set con qualche
rimpianto. Ma Andy ha giocato meglio di me oggi. All'inizio ho faticato a
trovare le misure, ho dovuto adattare un po' il mio tennis al suo modo
di giocare. Speravo di fare un po' meglio ma sono soddisfatto del mio
torneo, anche se non è mai troppo facile accettare di perdere al
quinto".
Federer minimizza quanto accaduto sul 6-5 nel quarto set, quando c'è
stata un'occhiataccia con Murray e con ogni probabilità ha gridato verso
lo scozzese qualche parola non troppo amichevole. "Niente di che, ci
siamo guardati, ma in tre ore e mezza di partita ci può stare. Per me
non è niente, spero valga anche per lui".
Anche Murray si sforza di ridurre l'importanza dell'episidio: "Cose
come questa capitano tutti i giorni sul campo da tennis. E sono comunque
niente rispetto a quello che puoi sentire nelle partite di basket o di
calcio. A volte hai bisogno di trasferire le emozioni in campo, lui ha
alzato il suo livello di gioco, ha tirato due colpi sulla riga, è stato
più aggressivo dopo quel momento". Non è rilevante quello che ha detto,
prosegue Murray, "non conta niente: capita, soprattutto negli sport
individuali. Federer sono certo non ne parlerà e io non ho interesse a
discuterne. Volete farne una grande questione ma non è affatto così".
Nessun commento:
Posta un commento